Mikhail ha svolto gli studi per la ricerca premiata presso l’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) di Bellinzona, affiliato all’Università della Svizzera italiana (USI), come membro del laboratorio diretto dal Professor Maurizio Molinari. Ad aggiudicarsi la prestigiosa medaglia dell’ETH ogni anno è meno dell’8% dei tesisti. Ad esempio, per la coorte di dottorandi dell’anno accademico 2023-2024 (premiata nel 2025), solo 35 dei 459 candidati che hanno conseguito il dottorato sono stati selezionati per ricevere questo riconoscimento.
La tesi di dottorato di Mikhail Rudinskiy, discussa all’ETH Zurigo nel 2025, propone un modello meccanicistico che spiega come le cellule rimodellino e riciclino selettivamente porzioni danneggiate, in eccesso o invecchiate del reticolo endoplasmatico (ER) e dei mitocondri. Durante il suo dottorato, Mikhail ha sviluppato il concetto secondo cui i recettori dell’organellofagia – le proteine responsabili dell’eliminazione di porzioni di organelli – svolgono un ruolo ben più ampio rispetto a quello di collegare gli organelli ai compartimenti deputati alla loro degradazione. Ha infatti dimostrato che questi recettori coordinano il rimodellamento, la compartimentazione e la degradazione autofagica in un processo unico e sequenziale. Questo lavoro modifica il modo in cui la comunità scientifica interpreta il ruolo dei recettori dell’organellofagia, identificandoli come attori attivi nel modellare gli organelli in porzioni idonee alla degradazione prima della loro eliminazione da parte dei lisosomi. I risultati relativi ai meccanismi molecolari della compartimentazione degli organelli sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Cell Biology.
Oltre agli studi sui meccanismi d’azione dei recettori dell’organellofagia, una parte significativa del lavoro di Mikhail Rudinskiy è stata dedicata allo sviluppo e all’applicazione di strumenti molecolari quantitativi che consentono di misurare il trasporto verso i lisosomi delle porzioni danneggiate degli organelli e delle proteine mal ripiegate, destinate alla degradazione. Questi metodi rappresentano nuovi e potenti strumenti per lo studio dei sistemi di controllo della qualità cellulare e potranno contribuire al progresso della ricerca sulle patologie associate a difetti nel riciclo di proteine e organelli.
Questa è la seconda Medaglia ETH assegnata a un ricercatore formatosi sotto la supervisione di Maurizio Molinari. Nel 2020, Ilaria Fregno ha ricevuto lo stesso prestigioso riconoscimento per il suo lavoro pionieristico sul meccanismo con cui le cellule eliminano le proteine mal ripiegate dal reticolo endoplasmatico attraverso compartimenti degradativi acidi. La sua ricerca ha fornito una descrizione meccanicistica di questo processo e ha introdotto il termine ER-to-lysosome-associated degradation (ERLAD), una via attraverso la quale le cellule eliminano grandi aggregati proteici o substrati complessi che non possono essere processati in modo efficiente dal principale sistema di controllo qualità del reticolo endoplasmatico, noto come ER-associated degradation (ERAD).
La tesi di Mikhail Rudinskiy è consultabile nella Research Collection della biblioteca dell’ETH Zurigo al seguente link.
