Con questo studio, pubblicato su Nature Immunology, il laboratorio di Meccanismi del Sistema Immunitario, diretto da Greta Guarda all’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB) dimostra che il fattore trascrizionale RFX7 limita sia l’attivazione dei linfociti B sia lo sviluppo del linfoma. Viene inoltre osservato che nei linfomi sono frequenti mutazioni di RFX7, associate a ridotta attività trascrizionale e a una progressione piu rapida della malattia.
Il linfoma derivato dai linfociti B, le cellule del sistema immunitario che producono gli anticorpi per difenderci dalle infezioni, rimane un grave problema di salute nonostante siano stati raggiunti significativi progressi terapeutici. Ad oggi risultano ben note le mutazioni dei principali geni responsabili della malattia mentre resta ambiguo il ruolo dei geni con una minore frequenza di mutazione. Il gene RFX7 codifica per un fattore trascrizionale che limita sia l’attivazione sia lo stato metabolico dei linfociti e delle linee cellulari derivate da tumori solidi. In particolare, numerosi studi hanno identificato mutazioni a carico di RFX7 nei linfomi umani a cellule B. Per questo, abbiamo deciso di studiare il ruolo di RFX7 nelle cellule B e nei tumori linfoidi.
I nostri risultati mostrano che RFX7 limita l’attivazione delle cellule B e la linfomagenesi inibendo l’attività di Myc, un regolatore trascrizionale chiave della proliferazione e del metabolismo delle cellule B, nonché un noto proto-oncogene. Inoltre, mostriamo che le alterazioni genetiche di RFX7 riscontrate nel linfoma possono influenzarne sia l’attività trascrizionale che gli esiti clinici nei pazienti.
Questi dati forniscono informazioni sui meccanismi che regolano l’attivazione dei linfociti B, che potrebbero essere rilevanti non solo per i linfomi ma anche per le infezioni e le malattie autoimmuni. Inoltre, i nostri risultati suggeriscono che gli inibitori di MYC, attualmente in fase di sviluppo, potrebbero rivelarsi efficaci nei pazienti affetti da neoplasie linfoidi con mutazioni di RFX7. Nel complesso, il nostro lavoro mette in luce come fattori chiave nello sviluppo del cancro passino inosservati e sottolinea l’importanza di studiare anche mutazioni rare e geni poco caratterizzati.
Questo lavoro è stato svolto in collaborazione con gruppi di ricerca del polo scientifico Bios+ (laboratori in IRB e IOR), USI, dell’Istituto Cantonale di Patologia di Locarno e da gruppi di ricerca canadesi e americani.
Regulatory factor X 7 limits Myc activity during B cell activation and suppresses Myc-dependent lymphomagenesis
Fischer, B. A. Khameneh, H. J. Guerra, J. Zenobi, A. Ciorciari, J. Buzzago, I. Merli, M. S. Said, M. Ventura, P. M. O. Pfister, A. Mattei, L. Cavalli, D. Molinari, F. Rinaldi, A. Moro, S. G. Kwee, I. Morone, D. Mosole, S. Jarrossay, D. Montanino, C. Simonelli, L. Varani, L. Radice, E. Thelen, M. Di Serio, C. Calabretta, E. Shipp, M. A. Dreval, K. Morin, R. Scott, D. W. Jauk, F. Frattini, M. Barizzi, J. Cascione, L. Bertoni, F. Robbiani, D. F. Rossi, D. Guarda, G.
in Nat Immunol (2026) Vol. pp
