Il 28 e 29 settembre, l’IRB ha ospitato il 3° Workshop internazionale sulla spondilite anchilosante, riunendo a Bellinzona scienziati e clinici di rilievo internazionale per discutere i più recenti progressi nella comprensione e nel trattamento delle spondiloartriti.
Il 28 e 29 settembre 2026, l’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), affiliato all’Università della Svizzera italiana (USI), ha ospitato a Bellinzona, il 3° Workshop internazionale sulla spondilite anchilosante: Tales of Molecules and Patients.
L’incontro di due giorni ha riunito scienziati e clinici specializzati nel campo della reumatologia, della medicina interna e della pediatria provenienti da istituzioni europee e statunitensi per confrontarsi sui meccanismi biologici alla base di un gruppo di patologie infiammtorie croniche, che continuano a rappresentare una grande sfida per la comunità scientifica, i pazienti e i professionisti del settore sanitario.
Il programma scientifico ha affrontato diverse tematiche, spaziando dalle nuove conoscenze in ambito clinico e terapeutico fino a diversi settori della ricerca di base. Tra i temi affrontati figuravano l’infiammazione, la segnalazione delle citochine, il ruolo del microambiente tissutale, le barriere mucosali e le interazioni tra il microbiota e il sistema immunitario. Una sessione dedicata ha inoltre esplorato le potenzialità degli approcci basati sulle cellule CAR-T nel trattamento delle malattie autoimmuni.
Il workshop si è concluso con una sessione dedicata alle nuove direzioni di ricerca sulla spondilite anchilosante, con gli interventi delle Group Leader dell’IRB Gea Cereghetti e Mariagrazia Uguccioni.
La Prof.ssa Uguccioni, che ha avuto un ruolo centrale nell’ideazione e nell’organizzazione scientifica del workshop, ha chiuso il programma con una lecture dedicata al percorso della ricerca sulle chemochine, dalla biologia di base alla medicina traslazionale.
È importante sottolineare come il workshop abbia promosso attivamente la partecipazione di scienziati e medici, rappresentando una significativa occasione di confronto tra ricerca di base e prospettive cliniche e favorendo lo scambio scientifico su una complessa malattia immunomediata.
Il workshop è stato sostenuto dalla Fondazione Ceschina e dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica.



