{"id":22116,"date":"2016-07-14T00:00:00","date_gmt":"2016-07-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/irb.usi.ch\/?p=22116"},"modified":"2020-10-12T10:44:47","modified_gmt":"2020-10-12T08:44:47","slug":"nuova-pubblicazione-dal-laboratorio-di-lanzavecchia-sul-virus-zika-identificati-anticorpi-con-potenzialita-terapeutiche-e-diagnostiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irb.usi.ch\/it\/notizie\/nuova-pubblicazione-dal-laboratorio-di-lanzavecchia-sul-virus-zika-identificati-anticorpi-con-potenzialita-terapeutiche-e-diagnostiche\/","title":{"rendered":"Nuova pubblicazione dal laboratorio di Lanzavecchia sul Virus Zika: identificati anticorpi con potenzialit\u00e0 terapeutiche e diagnostiche"},"content":{"rendered":"<p class=\"news-publication\"><span class=\"date-display-single\">14 Luglio, 2016<\/span><\/p>\n<p>Un team di ricercatori dell\u2019Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB, USI Universit\u00e0 della Svizzera italiana) e della societ\u00e0 biotech svizzera Humabs BioMed SA ha identificato da pazienti infetti con il virus Zika anticorpi monoclonali con un potenziale terapeutico e possibili nuove strategie per la diagnostica. Un articolo pubblicato oggi sulla prestigiosa rivista\u00a0<em>Science<\/em>\u00a0riporta per la prima volta le caratteristiche della risposta immunitaria contro il virus Zika, con importanti implicazioni per la diagnosi differenziale e per lo sviluppo di vaccini e nuove terapie.<\/p>\n<p>Lo studio \u00e8 il risultato di una collaborazione internazionale a cui hanno partecipato diversi ricercatori della University of California Berkeley (US), del Public Health England di Porton Down (UK), del Policlinico San Matteo IRCCS di Pavia (IT), del Swiss Tropical and Public Health Institute di Basilea e del Center of Tropical Medicine di Ho Chi Minh City (VN). Lo studio \u00e8 stato in parte finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica, dal Consiglio Europeo per la Ricerca, dall\u2019Istituto Nazionale di Sanit\u00e0 degli Stati Uniti e dal Ministero della Salute italiano.<\/p>\n<p>Il virus Zika \u00e8 un flavivirus strettamente correlato con il virus Dengue. Dopo la sua comparsa in Brasile lo scorso anno, il virus Zika si \u00e8 diffuso rapidamente in tutta l\u2019America latina e in febbraio l\u2019Organizzazione Mondiale della Salute ha dichiarato l&#8217;emergenza sanitaria. La principale via di trasmissione del virus \u00e8 attraverso le punture di zanzare, ma il virus si pu\u00f2 diffondere anche per via sessuale e dalla madre al feto nei primi mesi di gravidanza. Mentre la maggior parte delle infezioni da virus Zika sono asintomatiche o causano soltanto lievi sintomi, il virus pu\u00f2 causare complicazioni nello sviluppo fetale, in particolare la microcefalia. Al momento non sono disponibili vaccini o terapie specifiche.<\/p>\n<p>Lo studio pubblicato su\u00a0<em>Science<\/em>\u00a0descrive per la prima volta la risposta immunitaria umana all\u2019infezione da virus Zika, mostrando che la maggior parte degli anticorpi indotti dall\u2019infezione con virus Zika riconoscono anche il virus Dengue. Questi anticorpi cross-reattivi sono debolmente neutralizzanti e hanno come effetto quello di aumentare la severit\u00e0 di una successiva infezione da Zika o Dengue. Lo studio dimostra in modelli sperimentali che gli anticorpi cross-reattivi indotti dall\u2019infezione con virus Zika sono in grado di provocare un\u2019infezione letale da virus Dengue. Questo risultato, che deve essere validato da futuri studi epidemiologici, va tenuto in considerazione nel contesto dello sviluppo di vaccini.<\/p>\n<table style=\"width: 500px;\" border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img style=\"width: 600px; height: 359px;\" src=\"\/images\/zika_virus_infection.jpg\" alt=\"\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Da sinistra in alto, il contagio da virus Zika, che pu\u00f2 avvenire tramite puntura di zanzara; in mezzo la risposta immunitaria umana all\u2019infezione e a destra l\u2019isolamento dell\u2019anticorpo Zika specifico e il relativo virus bersaglio. Sotto\u00a0il \u201csuper anticorpo\u201d LALA, la cui azione frena l\u2019infezione, sia essa da contagio zanzara-uomo (a sinistra), sia verso il feto (a destra).<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Ci sono voluti solo 4 mesi per selezionare e caratterizzare pi\u00f9 di 100 anticorpi monoclonali diretti contro il virus Zika, isolati dai linfociti B provenienti da 4 pazienti convalescenti. L\u2019anticorpo pi\u00f9 potente nel neutralizzare il virus Zika \u00e8 ora in fase di sviluppo a Humabs per prevenire le infezioni congenite. Secondo\u00a0<strong>Davide Corti<\/strong>, direttore scientifico e vice-presidente di Humabs:<em>\u201cOltre all\u2019aspetto terapeutico, i nostri risultati hanno una rilevanza per la messa a punto di un test per differenziare l\u2019infezione da virus Zika e Dengue<\/em>\u201d.\u00a0<strong>Filippo Riva<\/strong>, CEO di Humabs, conclude\u00a0<em>\u201cQuesto studio rappresenta un altro rilevante esempio della rapidit\u00e0 con cui Humabs \u00e8 in grado di isolare e caratterizzare un vasto numero di anticorpi diretti contro agenti infettivi e di sviluppare i migliori anticorpi quali possibili nuove terapie per contrastare i patogeni emergenti\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>Secondo\u00a0<strong>Federica Sallusto<\/strong>, Direttore del Centro di Immunologia Medica dell\u2019IRB:\u00a0<em>\u201cA differenza dell\u2019ampia cross-reattivit\u00e0 osservata nel caso della risposta anticorpale, in questo studio abbiamo dimostrato che ilinfociti T sono per la maggior parte specifici per il virus Zika, un risultato questo che potrebbe diminuire il rischio di infezioni severe da virus Dengue in soggetti gi\u00e0 immuni per il virus Zika<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Questo studio mostra anche come alcuni degli anticorpi isolati specifici per il virus Zika possano essere utilizzati in test diagnostici sierologici in studi clinici ed epidemiologici per investigare a fondo quale sia il rischio di aumentata infezione da virus Zika in soggetti pre-immuni ad altri flavivirus come Dengue ed anche per determinare quale sia l\u2019effettiva incidenza di infezioni congenite nelle zone endemiche per infezioni da Zika.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno anche identificato un anticorpo super-potente nel neutralizzare il virus Zika che \u00e8 stato poi ingegnerizzato per non legare pi\u00f9 i recettori, espressi sulla superficie di molti tipi di cellule, che legano la regione costante degli anticorpi chiamata Fc. Il legame a questi recettori promuove l\u2019infezione e la replicazione del virus in cellule che, in assenza di anticorpi, non sarebbero infettate. Questo anticorpo mutato, chiamato \u201cLALA\u201d, inibisce in vitro l\u2019aumentata infezione del virus Zika causata dagli anticorpi presenti nel siero di soggetti immuni ai virus Dengue o Zika e ha mostrato efficacia profilattica e terapeutica in un modello di infezione letale con virus Zika. Questa classe di anticorpi super-potenti ed ingegnerizzati nella loro forma LALA rappresentano un possibile approccio terapeutico per la prevenzione di infezioni congenite da virus Zika in donne che vivono in zone a rischio. La loro efficacia potrebbe derivare sia dalla potente neutralizzazione delle particelle virali, ma anche dalla loro abilit\u00e0 di fungere da inibitori dell\u2019infezione transplacentare e dell\u2019aumentata infezione corporea mediate dagli anticorpi cross-reattivi pre-esistenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table style=\"width: 500px;\" border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img style=\"width: 300px; height: 300px;\" src=\"\/images\/ab_lala.jpg\" alt=\"\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>In rosso la parte che si lega al virus, in grigio la \u201ccoda\u201d dell\u2019anticorpo (chiamata Fc) che lega i recettori degli anticorpi presenti su diversi tipi di cellule ed in giallo la mutazione LALA che blocca il legame dell\u2019anticorpo a tali recettori.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona<\/strong>. L&#8217;Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), fondato nel 2000 a Bellinzona, \u00e8 stato affiliato all&#8217;Universit\u00e0 della Svizzera italiana (USI) nel 2010. Finanziato da istituzioni private e pubbliche e da finanziamenti competitivi, attualmente l&#8217;IRB conta dieci gruppi di ricerca e 105 ricercatori impegnati nello studio dei meccanismi di difesa dell&#8217;organismo contro infezioni, tumori e malattie degenerative. Con oltre 460 pubblicazioni nelle principali riviste scientifiche, l&#8217;IRB gode di fama internazionale quale centro di eccellenza per l&#8217;immunologia e la biologia cellulare. Antonio Lanzavecchia, direttore dell\u2019IRB e professore all\u2019ETH di Zurigo, \u00e8 l\u2019inventore della tecnologia per la produzione di anticorpi monoclonali derivati dalle cellule B della memoria che \u00e8 stata data in licenza esclusiva a Humabs BioMed.\u00a0<a href=\"https:\/\/irb.usi.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.irb.usi.ch<\/a><\/p>\n<p><strong>Humabs BioMed<\/strong>. Humabs BioMed \u00e8 una societ\u00e0 biotech svizzera, costituita come spin-off dell&#8217;Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB). La societ\u00e0 si occupa della scoperta e sviluppo di anticorpi monoclonali umani. Questi anticorpi hanno gi\u00e0 superato il processo di selezione naturale da parte del sistema immunitario in risposta alle malattie e possono essere facilmente sviluppati per uso terapeutico. Le tecnologie che consentono l\u2019isolamento degli anticorpi umani sono state sviluppate all&#8217;IRB dal Prof. Antonio Lanzavecchia e Humabs ha ottenuto la licenza per il loro utilizzo a fini commerciali. Ad oggi, Humabs ha siglato quattro importanti accordi di licenza con grosse societ\u00e0 farmaceutiche. Due di questi programmi, dati in licenza a MedImmune e Novartis, sono ora in fase di sviluppo clinico per la cura di importanti infezioni virali.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.humabs.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.humabs.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Articolo:<\/strong><\/p>\n<p>\u201c<strong>Specificity, cross-reactivity and function of\u00a0antibodies elicited by Zika virus infection<\/strong>&#8221; by K. Stettler; M. Beltramello;\u00a0S. Bianchi; F. Vanzetta; A. Minola; S. Jaconi; E. Cameroni; D. Corti; D.A. Espinosa; E.\u00a0Harris; V. Graham; S. Dowall; B.\u00a0Atkinson; R. Hewson; A. Cassotta; F.\u00a0Mele; M. Foglierini; M. Pedotti; L. Simonelli; L. Varani; A. Lanzavecchia; F.\u00a0Sallusto; A.\u00a0Cassotta; A. Lanzavecchia; E. Percivalle;\u00a0F. Baldanti; C.P.\u00a0Simmons;; J. Blum.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/science.sciencemag.org\/lookup\/doi\/10.1126\/science.aaf8505\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">http:\/\/science.sciencemag.org\/lookup\/doi\/10.1126\/science.aaf8505<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>14 Luglio, 2016 Un team di ricercatori dell\u2019Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB, USI Universit\u00e0 della Svizzera italiana) e della societ\u00e0 biotech svizzera Humabs BioMed SA ha identificato da pazienti infetti con il virus Zika anticorpi monoclonali con un potenziale terapeutico e possibili nuove strategie per la diagnostica. 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