{"id":22021,"date":"2020-03-12T00:00:00","date_gmt":"2020-03-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/irb.usi.ch\/?p=22021"},"modified":"2020-10-09T14:53:37","modified_gmt":"2020-10-09T12:53:37","slug":"lirb-coinvolta-nella-lotta-al-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/irb.usi.ch\/it\/notizie\/lirb-coinvolta-nella-lotta-al-coronavirus\/","title":{"rendered":"L\u2019IRB coinvolta nella lotta al coronavirus"},"content":{"rendered":"<p class=\"news-publication\"><span class=\"date-display-single\">Gioved\u00ec, 12 Marzo, 2020<\/span><\/p>\n<p class=\"rtejustify\">La Commissione europea spinge la ricerca scientifica di tutta Europa a cercare nuove soluzioni per affrontare la minaccia per la salute pubblica costituita dal COVID-19. Attingendo al fondo speciale per la ricerca di emergenza del programma Horizon 2020 per la ricerca e l\u2019innovazione, la Commissione ha concesso due settimane di tempo ai ricercatori (accademici e non) per sottoporre proposte di progetto poi valutate nel giro di pochi giorni. Tra i vincitori del bando un consorzio promosso dall\u2019Istituto di ricerca in biomedicina (IRB, affiliato all\u2019USI), classificatosi secondo su 91 proposte.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">\u201c<em>L\u2019eccezionalit\u00e0 della situazione \u00e8 dimostrata anche dalla celerit\u00e0 del processo fra pubblicazione del bando e tempi di valutazione, che solitamente dura fino a un anno<\/em>\u201d, spiega il\u00a0<a href=\"https:\/\/irb.usi.ch\/it\/luca-varani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Dr. Luca Varani<\/a>, Direttore di laboratorio all\u2019IRB e promotore del consorzio di ricercatori assieme a Davide Robbiani, che inizier\u00e0 a lavorare sul progetto presso la Rockefeller University a New York, per poi raggiungere l\u2019IRB dove dal 1\u00b0 agosto assumer\u00e0 la direzione (<a href=\"https:\/\/irb.usi.ch\/davide-robbiani-appointed-future-director-irb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">info<\/a>).<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Il consorzio ATAC (Antibody therapy against coronavirus (COVID-2019)) di cui l\u2019IRB \u00e8 parte principale e beneficiario del finanziamento pi\u00f9 importante si occuper\u00e0 di sviluppare nuove immunoterapie contro il COVID-19. \u201c<em>Per capire di cosa si tratti pensiamo a quando, da piccoli, ci ammaliamo di varicella<\/em>\u201d, spiega Varani. \u201c<em>Prendiamo la varicella una sola volta perch\u00e9 dopo la prima infezione il nostro sistema immunitario produce molecole, chiamate anticorpi, capaci di sconfiggerla appena si ripresenti. Alla stessa stregua, i pazienti guariti da COVID-19 hanno nel sangue anticorpi capaci di sconfiggerlo. Il consorzio vuole sfruttare questi anticorpi in tre modi diversi e indipendenti, in modo da massimizzare le possibilit\u00e0 di successo e sfruttare i vantaggi di ogni approccio. Come prima cosa si prender\u00e0 il sangue di pazienti guariti da COVID-19 alla fine di estrarne tutti gli anticorpi che potranno poi essere amministrati come farmaco a chi \u00e8 ammalato. Questa \u2018immunoterapia con gamma-globuline\u2019, di cui si occuper\u00e0 il\u00a0<\/em><a href=\"https:\/\/news.ki.se\/three-ki-led-coronavirus-projects-selected-in-eu-funding-round?_ga=2.205953299.1832209680.1583829591-1116813641.1583829591\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Karolinska Institutet<\/em><\/a><em>\u00a0a Stoccolma (partner del consorzio e famoso per assegnare i Nobel) ha il vantaggio di essere rapida e relativamente semplice ma lo svantaggio di richiedere continue donazioni di sangue da persone guarite da COVID-19 . Un secondo approccio, portato avanti nel consorzio dalla Universit\u00e0 di Braunschweig (Germania), prende frammenti degli anticorpi di chi \u00e8 guarito e li rimescola, con tecniche di biologia molecolare, cercando di ottenere un anticorpo \u2018artificiale\u2019 che possa bloccare (in gergo neutralizzare) il SARS-COV-2, coronavirus responsabile del COVID-19 (coronavirus disease 2019) e possa poi essere usato come farmaco. Il terzo approccio \u00e8 una specialit\u00e0 dell\u2019IRB e usato con successo in patologie come l\u2019Ebola; consiste nel cercare nel sangue dei pazienti guariti gli anticorpi migliori, che hanno gi\u00e0 dimostrato di poter sconfiggere il COVID-19, per poi produrli (in gergo anticorpi monoclonali ricombinanti) e in seguito somministrarli come farmaco. Il vantaggio \u00e8 che una volta identificato un \u2018buon\u2019 anticorpo, lo si pu\u00f2 produrre \u2018in fabbrica\u2019 per sempre<\/em>\u201d.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">Nel consorzio di ricerca, oltre all\u2019IRB che si occuper\u00e0 di caratterizzare, selezionare e migliorare (con l\u2019ingegneria molecolare) gli anticorpi generati con i tre approcci, troviamo il gruppo di ricercatori diretti dal Dr. Baldanti presso l\u2019Ospedale San Matteo di Pavia che si occuper\u00e0 di verificare l\u2019efficacia degli anticorpi. Infine, il centro di ricerca della Comunit\u00e0 europea (EU-JRC, partner del consorzio) lavorer\u00e0 in stretto contatto con l\u2019EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) per garantire che la produzione segua dall\u2019inizio le necessarie regole per la sicurezza del farmaco, garantendo cos\u00ec di poter arrivare all\u2019uso umano il pi\u00f9 rapidamente possibile.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">La ricerca svolta dal consorzio sar\u00e0 anche importante per lo sviluppo di nuovi vaccini contro il COVID-19, sebbene la loro produzione non sia obiettivo di questo progetto ma di altri che hanno ricevuto finanziamenti europei. \u201c<em>Un vaccino<\/em>\u201d, racconta ancora Varani, \u201c<em>spinge il nostro sistema immunitario a generare anticorpi, proprio come la varicella, senza per\u00f2 farci ammalare. Per capire come studiare gli anticorpi aiuti a costruire vaccini possiamo pensare a sviluppare un immaginario anticorpo per fermare una automobile. Se tale anticorpo si legasse al tetto non avrebbe alcune effetto, mentre se bloccasse una ruota riuscirebbe nell\u2019intento. Capire come gli anticorpi migliori interagiscono con il SARS-COV-2 ci permette di scoprire quale siano \u2018le ruote del virus\u2019, che poi potranno essere i bersagli per nuovi vaccini<\/em>\u201d.<\/p>\n<p class=\"rtejustify\">La Commissione europea ha inizialmente stanziato per questi progetti 10 milioni di Euro, poi aumentati fino a 47,5 milioni per affrontare il COVID-19 data la gravit\u00e0 della situazione. 17 progetti sono stati finanziati, coinvolgendo 136 gruppi di ricerca in tutta Europa con gli scopi di sviluppare nuovi vaccini, terapie, test diagnostici rapidi e sistemi medici di monitoraggio per contrastare la diffusione del coronavirus.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec, 12 Marzo, 2020 La Commissione europea spinge la ricerca scientifica di tutta Europa a cercare nuove soluzioni per affrontare la minaccia per la salute pubblica costituita dal COVID-19. 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